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Diario
 


Strumentazione

Il telescopio:

Celestron C8 su montatura cg5 motorizzata su entrambe gli assi.

Gli oculari:

Celestron E-lux 25mm, Stellarvue Super View 15mm, Celestron X-Cel 8mm.

Il binocolo:

Zenith 7x50.
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Giriam giriamo attorno al Sole,

attorno alla Terra la Luna s’avvita.

Non moriamo di morte noi,

ma di capogiro perdiam la vita.



26 settembre 2005

Eclisse di Sole del 3 Ottobre.

Il giorno 3 Ottobre 2005 l’Europa sarà interessata da un’eclisse solare e, come sempre avviene per ogni evento astronomico che si rispetti, fra gli amanti del cielo fervono i preparativi per le osservazioni e le riprese fotografiche. Le eclissi in particolare sono un esempio caratteristico ed emblematico del fatto che “qualcosa” lassù si muove e può influire sulla nostra vita. Inoltre si manifestano sotto lo sguardo di tutti, esperti e non, senza necessitare di strumenti particolari per la loro osservazione.
Un’eclisse solare avviene quando la Luna, nel percorrere la sua orbita, si trova fra il Sole la Terra proiettando su quest’ultima la sua ombra. Le zone interessate dal fenomeno vengono dunque oscurate, come viene rappresentato in maniera semplificata nell'animazione sottostante, da un cono d’ombra mentre quelle circostanti da un cono di penombra.

Dinamica semplificata di un'eclisse di Sole.

L'allineamento Sole - Luna - Terra capita ogni qualvolta c'è novilunio ma il più delle volte il nostro satellite, a causa della sua orbita inclinata rispetto a quella terrestre (di circa 5 gradi), non viene a trovarsi davanti al Sole. Per una particolare coincidenza, le eclissi che noi conosciamo sono uniche in tutto il Sistema Solare. Infatti solo osservando dalla Terra, la Luna e il Sole sembrano avere lo stesso diametro apparente e ciò ha luogo perché la distanza tra il Sole e la Terra è circa 400 volte maggiore della distanza fra Terra e Luna e il diametro del Sole è circa 400 volte maggiore del diametro del nostro satellite; dunque Luna e Sole ci appaiono di grandezza relativamente uguale anche se nella realtà non è vero.

Foto di un'eclisse vista dallo spazio fatta dalla Mir nel 1999.

Le condizioni favorevoli per un’eclisse capitano da un massimo di 5 ad un minimo di 2 volte durante un anno ed è possibile prevederle grazie all’utilizzo della così detta “linea dei nodi”. I nodi sono le due intersezioni in cui l’orbita lunare interseca l’eclittica (circonferenza tracciata sulla volta celeste dal piano dell'orbita terrestre attorno al Sole) e le eclissi si verificano quando Sole Terra e Luna sono disposti lungo la retta che passa per questi due punti. Naturalmente lo stesso meccanismo è valido per le eclissi di Luna; cambia solo il fatto che la posizione del nostro satellite e quella della Terra sono invertite.

Esistono tre tipologie di eclissi solare:

Parziale:
Un’eclisse é parziale quando la Luna, nel suo moto attorno alla Terra, copre solo una parte del disco solare. In questo caso avviene che la traiettoria del nostro satellite non "centra" perfettamente il nodo a causa della sua inclinazione rispetto a quella della Terra e di conseguenza la nostra stella appare coperta solo parzialmente. Il Sole quindi assume l'aspetto di una mezzaluna, più o meno grande a seconda del grado di copertura. L’ultima eclisse parziale nel nostro paese si è verificata il 31 Maggio del 2003 in condizioni molto sfavorevoli. Il cielo, almeno per Roma, era nuvoloso e l’eclisse era già in atto poco prima del sorgere del Sole.

Eclisse del 31 Maggio 2003.

Totale:
L’ eclisse totale avviene quando il nostro satellite copre interamente il sole oscurandolo. Nelle zone limitrofe all’evento invece si avrà una meno spettacolare eclisse parziale.

Esempio di eclisse totale.

Anulare:
Nel percorrere la sua orbita la Luna non si trova sempre alla stessa distanza dalla Terra; infatti questa varia tra i 384.000 km e i 405.000 km e ne consegue che il suo diametro apparente, cioè la grandezza di come ci appare ad occhio nudo, varia a seconda della sua maggiore o minore lontananza da noi. Quando la distanza dal nostro satellite è minima e avviene un'eclisse, la sua durata sarà maggiore mentre se c'è una distanza massima la sua durata sarà minore. Inoltre quando la distanza è maggiore avviene che il disco lunare non riesce a coprire completamente quello solare e il vertice del cono d’ombra non raggiunge la Terra dando origine così ad un’eclisse di tipo anulare. In questo caso il disco lunare occulta la parte centrale di quello del Sole lasciando dunque visibile un anello tutto attorno.

L’eclisse del 3 Ottobre sarà proprio di tipo anulare e le aree interessate dall’evento saranno il Portogallo, la Spagna, l’Algeria, la Tunisia, La Libia, il Sudan, l’Etiopia, il Kenya e la Somalia. Di seguito é riportato un diagramma che mostra l'andamento del fenomeno dal principio fino alla sua conclusione (cliccare sull'immagine per ingrandire).

Clicca sull'immagine per ingrandire.


E in Italia cosa accadrà?
A casa nostra, come per i paesi interessati solo marginalmente dall’evento, saremo spettatori di una più comune ma sempre affascinante eclisse parziale. E' possibile scaricare un video con la simulazone di ciò che ci aspetta:

Simulazione video dell'eclisse.
Filmato in formato avi (32kb).

Questa volta, tempo permettendo, sarà ben più interessante di quella del 2003. Infatti il primo contatto avverrà in mattina inoltrata e non all’alba rendendo molto più comode le osservazioni.
Le effemeridi per Roma prevedono che il primo contatto, cioè quando la Luna inizierà ad eclissare il Sole, sarà alle 9:53 tempo locale. Il momento in cui il Sole verrà eclissato maggiormente avverrà intorno alle 11:15 mentre l’eclisse terminerà alle 12:43.

Buona osservazione a tutti!




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17 agosto 2005

Marte.

Ieri sera, senza nemmeno mettere ben in stazione lo strumento, ho puntato per un po’ Marte. E’ ancora presto per osservarlo proficuamente a meno che non si sia disposti a stare in piedi fino a notte fonda. Infatti sorge verso la mezzanotte e inquadrarlo mentre è basso sull’orizzonte equivale ad avere una visuale molto disturbata a causa della perturbazione atmosferica. In più questa, come quella passata, è stata una strana estate. I giorni buoni per osservare purtroppo si sono contati sulle dita di una mano. Speriamo che questa situazione non sia un vero e proprio cambiamento climatico; un tempo così caldo equivale ad un cielo molto sporco e pieno di afa soprattutto in città. Osservando Marte in queste condizioni i suoi particolari, già sfumati di per sé, sono risultati difficilmente scindibili.

Di quelli presenti nell’immagine ho visto solo la calotta polare e qualche confusa macchia più scura sul disco. A Ottobre ci sarà una buona opposizione e le serate saranno di certo più cristalline
E pensare che su Marte in questo periodo ci sono un sacco di robottini e marchingegni inviati dall’uomo. Si è rivelato un pianeta molto più variegato rispetto alle supposizioni fatte fino a poco tempo fa. Ecco qualche immagine significativa delle meraviglie marziane:


Alba.


Cielo azzurro (elaborazione al computer).


Paesaggio.




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9 agosto 2005

Sindrome di Goodrike e nuovi oculari.

Mi sono beccato la sindrome di Goodrike… Questo sfigatissimo e pressoché sconosciuto personaggio era un giovane astronomo inglese vissuto un paio di secoli fa a York. Di salute cagionevole, le sue condizioni fisiche furono notevolmente aggravate dalle ore passate ad osservare il cielo con il suo strumento. Non fece in tempo a raggiungere i 21 anni che finì stroncato da una broncopolmonite. Di certo questo è un caso estremo...!!   Ma chi osserva il cielo è spesso soggetto a malanni, soprattutto d’inverno. Stare per molto tempo sotto la quazza o al vento come mi è successo in questi giorni non è certo salutare infatti, causa l’imprudenza, mi sono preso un bel raffreddore. Ma non potevo non uscire fuori e provare i nuovi oculari che ho comprato: un 15mm della Stellarvue e un 8mm X-Cel della Celestron.

Inizialmente volevo prendermi un ocularone della vixen ma meno male che on c’era in negozio. Al posto suo (e allo stesso prezzo più o meno) invece mi sono beccato il 15mm, l’8mm e un valigiotto porta accessori. Prossimo acquisto una barlow 3x apo!

Il deep sky con il 15mm dovrebbe essere ancora migliore rispetto al 25mm di corredo che ho ma non sono riuscito ancora a provarlo. Infatti nel buio mi sono sbagliato e ho utilizzato l’8mm che è solo per Luna e pianeti…   che scemo. La prossima occasione sarà domani o forse già stasera e inoltre per il 27 è in programma una bella uscita magari dalle parti di Subiaco, vicino Roma.




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5 agosto 2005

Era ora..!

Ieri sera è stata la volta buona finalmente! Dopo quasi 10 giorni di cielo orribile ecco una bella serata da utilizzare per l’osservazione astronomica. Fra una nuvola e l’altra, m’è riuscito di fare una carrellata fra gli oggetti più significativi del cielo estivo.



La messa in stazione dello strumento è stata semplice e veloce mentre l’inseguimento da parte dei motorini era perfetto. L’unica pecca è che usando la pulsantiera prima che comincia il movimento passano un paio di secondi. Non so se sia normale o meno ma non è un gran problema almeno per adesso.

Il primo oggetto puntato e stata la galassia di Andromeda nota anche come M31 e come NGC 224; sigle che le derivano dalla collocazione rispettivamente nel catalogo di Messier e nel New General Catalogue of Nebulae and Clusters of Stars di Dreyer. Si tratta di una spirale tra le più luminose del cielo ma tuttavia è visibile a stento perché la sua luce, anziché essere raccolta in un minuscolo disco come è quella delle stelle, è diluita su una superficie apparente enorme, pari ad oltre 5 volte il disco della Luna. Attraverso il telescopio ho osservato il nucleo luminoso e lattiginoso e le due galassie satelliti. A ben vedere questa galassia può considerarsi speculare alla nostra: anch’essa è una grande spirale e anch’essa ha due galassie satelliti come noi abbiamo le Nubi di Magellano visibili nell’emisfero sud.


M31

Dopo M31 sono passato a M57, la famosa nebulosa ad anello nella costellazione della Lira. Messier la descrisse come un disco perfettamente delineato e grande quanto Giove, ma dalla luce "smorta e simile ad un pianeta evanescente". Herschel invece nel 1785 scriveva che la nebulosa era "tra le curiosità dei cieli...una nebulosa che ha una regolare, concentrica macchia oscura nel mezzo...ed é probabilmente un anello di stelle...". E’ uno degli oggetti più caratteristici del cielo estivo e non poteva sfuggirmi.


M57

Altro oggetto importante della serata è stato l’ammasso globulare M13 e poi molti altri. Tutti gli ammassi aperti nella costellazione del Sagittario, il Doppio Ammasso del Perseo e così via…


M13

Era da tempo che volevo fare una serata del genere: stare sotto un cielo sereno e puntare tutto ciò che mi viene in mente.




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3 agosto 2005

A proposito di ricordi.

Scartabellando alla ricerca di un oggetto smarrito nel caos che è la mia stanza ho trovato il vecchio quaderno dove riportavo le osservazioni che facevo da ragazzino (come se adesso fossi vecchio…). Fa un po’ impressione riguardare cose che scrivevo una decina di anni fa, all’epoca avevo 13 anni.

L’immagine che ho inserito riporta le pagine del mese di Agosto del 1994; segnavo con cura la data del mio primo avvistamento di ogni oggetto celeste. Il giorno 12 avvistai per la prima volta la costellazione di Bootes e tante altre… fu una notte davvero magica, che sia il caso di festeggiare l’anniversario?




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1 agosto 2005

Si comincia...

Ho deciso di cominciare questo blog in concomitanza con l’acquisto di un nuovo telescopio che fin’ora, per vari motivi, non ero mai riuscito a comprare. La passione per l’astronomia è nata ai tempi del liceo. In quei giorni trangugiai in fretta e furia tutti i libri della piccola biblioteca scolastica inerenti all’argomento. Ricordo titoli affascinanti come “Al di là della Luna” o “I mostri del cielo” di Paolo Maffei e il più complicato “I primi tre minuti” di Steven Weinberg. E pensare che invece per le lezioni non ho mai studiato... Presto imparai a riconoscere le principali costellazioni ed ebbi un primo strumento paragonabile a un fondo di bottiglia. Indescrivibile fu la gioia che provai nell’identificare la prima costellazione (oltre L’Orsa Maggiore che già conoscevo), osservare il primo Giove o l’imperdibile Saturno con i suoi anelli. Un’emozione simile a quelle iniziali l’ho provata ieri sera, quando ho osservato per la prima volta la Luna attraverso il C8.

Flebile si è alzata sull’orizzonte verso le 3 di notte. La visione è stata molto disturbata a causa della sua bassezza e dell’afa che ancora ristagnava… purtroppo in questi giorni osservare è quasi impossibile a causa del gran caldo e dei suoi effetti sull’atmosefera. Devo ancora imparare bene ad usare la nuova attrezzatura e mancano degli acquisti fondamentali come oculari migliori, una lente di barlow e magari un foglio di astrosolar per costruirmi un filtro solare. Riporterò su questo blog, mano a mano, ogni nuova esperienza e passo in avanti che farò oltre ad inserire di tanto in tanto articoletti o curiosità sul mondo dell’astronomia.

Cieli sereni!




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