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Strumentazione

Il telescopio:

Celestron C8 su montatura cg5 motorizzata su entrambe gli assi.

Gli oculari:

Celestron E-lux 25mm, Stellarvue Super View 15mm, Celestron X-Cel 8mm.

Il binocolo:

Zenith 7x50.
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Giriam giriamo attorno al Sole,

attorno alla Terra la Luna s’avvita.

Non moriamo di morte noi,

ma di capogiro perdiam la vita.



9 agosto 2005

Un sospiro di sollievo per il Discovery.

Touchdown! Lo shuttle Discovery è atterrato con successo in California presso l’Edwards Air Force Base alle ore 14:12 per l’Italia. Inizialmente il rientro era stato programmato al Kennedy Space Center di Cape Canaveral ma il maltempo persistente sulla West Coast ne L'equipaggio poco dopo il rientro.ha impedito ogni tentativo.
L’atterraggio è avvenuto senza nessun problema con grosso sollievo da parte di tutti. Questa missione è stata caratterizzata da piccoli problemi di varia natura ma sopratutto dallo spettro dello Space Shuttle Columbia che si disintegrò il 1 Febbraio 2003 durante il volo di rientro. Da allora tutti gli sforzi della Nasa sono stati focalizzati nella ricerca di maggiori misure di sicurezza e in particolare nel trovare una soluzione all’annoso problema denominato “debris strike”; ovvero al distacco di frammenti di schiuma isolante dal serbatoio esterno del carburante durante il lancio. Infatti tale problema si è riscontrato puntuaUna delle fasi del lavoro degli astronauti.lmente anche alla partenza del Discovery costringendo gli occupanti ad allungare di un giorno la loro permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale per compiere i controlli e le riparazioni del caso. Nonostante la forte spettacolarizzazione e la suspance creata dai mezzi di informazione in realtà questa missione è rientrata perfettamente nella norma, gli astronauti sebbene sotto tensione per il duro lavoro sono stati professionali ed efficienti al massimo. “Imparare vuol dire soltanto guardare oltre l’orizzonte […] può essere anche emozionante e divertente, perché questo è di sicuro ciò questa missione ha rappresentato”. Con queste parole, mentre il Discovery sorvolava l’Indonesia, lo specialista di missione Steve Robinson saluta i terrestri raccontando le sue impressioni sulle attività svolte in questa missione e facendoci capire che lo Space Shuttle ha ancora molte emozioni da offrire.




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2 agosto 2005

Un nuovo candidato a decimo pianeta.

Gli astronomi annunciano: é stato scoperto un nuovo pianetino nel Sistema Solare ed è candidato al ruolo decimo pianeta. Questa volta i punti a favore del neo-arrivato sono decisamente maggiori del quaoar ribattezzato Sedna che fu individuato verso la L'immagine della scoperta.fine del 2003. Infatti il corpo celeste denominato 2003 UB313, appartenente alla fascia di Kuiper, è ben più grande di quest’ultimo e sembra addirittura possedere un diametro maggiore di quello di Plutone. La scoperta è stata fatta dallo stesso team di astronomi che scopri Sedna tramite l’utilizzo del telescopio “Samuel Oschin” di Palomar e del “Gemini North Telescope” di Mauna Kea. L’entusiasmo di molti per l’eccezionale scoperta però è stato troncato di netto dalla scelta del nome per questo nuovo oggetto… infatti è stato battezzato Xena, come l’eroina della serie Rappresentazione artistica di  UB313.televisiva omonima degli anni 90. Un duro colpo non c’è che dire!
Tralasciando il pessimo gusto in fatto di nomi (speriamo ancora nella smentita!), in questi ultimi anni sono stati monitorati vari oggetti trans-nettuniani di una certa importanza ma mai così grandi. L’annosa questione dell’individuazione del decimo pianeta è da sempre un argomento che appassiona il grande pubblico. Più che di un’indagine scientifica si tratta di un problema storico e se vogliamo anche psicologico. Infatti è da 75 anni, cioè dalla scoperta di Plutone, che il numero dei pianeti è rimasto a quota 9. A voler esser precisi nemmeno Plutone dovrebbe essere considerato un vero e proprio pianeta date le sue caratteristiche molto più simili a quelle dei corpi trans-nettuniani. E oggi ci si è resi conto che non è nemmeno il più grande fra questi.




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1 agosto 2005

Un ghiacciao su Marte.

Sensazionale scoperta della Mars Express!
La sonda europea, che da tempo svolge un lavoro di mappatura e ricerca di acqua nel sottosuolo del Pianeta Rosso, ha ottenuto un’immagine estremamentePrincipio di funzionamento della camera HRSC. Clicca per ingrandire. significativa della presenza di ghiaccio in un cratere da impatto presso il polo nord del pianeta. La scoperta è stata fatta dalla telecamera stereo ad alta risoluzione HRSC che ha il compito di riprendere l’intera superficie di Marte con una risoluzione che può raggiungere anche i due metri. Il cratere, largo 35 km e profondo 2 km, é situato nella regione nota come “Vastitas Borealis” approssimativamente alle coordinate di 70.5° Nord e 103° Est. Oltre allo strato ghiacciato nel suo interno sono ben visibili stratificazioni presenti lungo le rime del cratere, soprattutto dove la luce del Sole batte con minor frequenza. Il cratere. Clicca per ingrandire.Il ghiaccio rilevato inoltre non può essere di anidride carbonica poiché all’epoca della foto, presa sul finire dell’estate marziana, dovrebbe essere già tutto evaporato. Quindi la possibilità che si tratti di ghiaccio d’acqua è la più probabile. Si ritiene anche che la coltre presente all’interno del cratere non si sciolga mai durante l’anno prendendo la connotazione di un vero e proprio ghiacciaio. La Mars Express aveva già rilevato che c’é acqua allo stato solido su Marte nel Gennaio del 2004. La foto in questione, con una risoluzione di 15 metri, risale al 2 Febbraio 2005 ed è stata presa durante la 1343esima orbita della sonda attorno al corpo celeste. Si tratta dunque di un’ulteriore e spettacolare prova dell’attuale presenza di acqua, uno dei principali componenti della vita, sul Pianeta Rosso.




permalink | inviato da il 1/8/2005 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

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