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Diario
 


Strumentazione

Il telescopio:

Celestron C8 su montatura cg5 motorizzata su entrambe gli assi.

Gli oculari:

Celestron E-lux 25mm, Stellarvue Super View 15mm, Celestron X-Cel 8mm.

Il binocolo:

Zenith 7x50.
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Giriam giriamo attorno al Sole,

attorno alla Terra la Luna s’avvita.

Non moriamo di morte noi,

ma di capogiro perdiam la vita.



29 settembre 2005

28/09/05 - The Raveonettes al Circolo degli Artisti a Roma.

Le danesi sono belle gnokkette!   In particolare la cantante dei Raveonettes, gruppo carino ma magari un pò ripetitivo in certe song...   Ecco alcune fotine della serata.
















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26 settembre 2005

Eclisse di Sole del 3 Ottobre.

Il giorno 3 Ottobre 2005 l’Europa sarà interessata da un’eclisse solare e, come sempre avviene per ogni evento astronomico che si rispetti, fra gli amanti del cielo fervono i preparativi per le osservazioni e le riprese fotografiche. Le eclissi in particolare sono un esempio caratteristico ed emblematico del fatto che “qualcosa” lassù si muove e può influire sulla nostra vita. Inoltre si manifestano sotto lo sguardo di tutti, esperti e non, senza necessitare di strumenti particolari per la loro osservazione.
Un’eclisse solare avviene quando la Luna, nel percorrere la sua orbita, si trova fra il Sole la Terra proiettando su quest’ultima la sua ombra. Le zone interessate dal fenomeno vengono dunque oscurate, come viene rappresentato in maniera semplificata nell'animazione sottostante, da un cono d’ombra mentre quelle circostanti da un cono di penombra.

Dinamica semplificata di un'eclisse di Sole.

L'allineamento Sole - Luna - Terra capita ogni qualvolta c'è novilunio ma il più delle volte il nostro satellite, a causa della sua orbita inclinata rispetto a quella terrestre (di circa 5 gradi), non viene a trovarsi davanti al Sole. Per una particolare coincidenza, le eclissi che noi conosciamo sono uniche in tutto il Sistema Solare. Infatti solo osservando dalla Terra, la Luna e il Sole sembrano avere lo stesso diametro apparente e ciò ha luogo perché la distanza tra il Sole e la Terra è circa 400 volte maggiore della distanza fra Terra e Luna e il diametro del Sole è circa 400 volte maggiore del diametro del nostro satellite; dunque Luna e Sole ci appaiono di grandezza relativamente uguale anche se nella realtà non è vero.

Foto di un'eclisse vista dallo spazio fatta dalla Mir nel 1999.

Le condizioni favorevoli per un’eclisse capitano da un massimo di 5 ad un minimo di 2 volte durante un anno ed è possibile prevederle grazie all’utilizzo della così detta “linea dei nodi”. I nodi sono le due intersezioni in cui l’orbita lunare interseca l’eclittica (circonferenza tracciata sulla volta celeste dal piano dell'orbita terrestre attorno al Sole) e le eclissi si verificano quando Sole Terra e Luna sono disposti lungo la retta che passa per questi due punti. Naturalmente lo stesso meccanismo è valido per le eclissi di Luna; cambia solo il fatto che la posizione del nostro satellite e quella della Terra sono invertite.

Esistono tre tipologie di eclissi solare:

Parziale:
Un’eclisse é parziale quando la Luna, nel suo moto attorno alla Terra, copre solo una parte del disco solare. In questo caso avviene che la traiettoria del nostro satellite non "centra" perfettamente il nodo a causa della sua inclinazione rispetto a quella della Terra e di conseguenza la nostra stella appare coperta solo parzialmente. Il Sole quindi assume l'aspetto di una mezzaluna, più o meno grande a seconda del grado di copertura. L’ultima eclisse parziale nel nostro paese si è verificata il 31 Maggio del 2003 in condizioni molto sfavorevoli. Il cielo, almeno per Roma, era nuvoloso e l’eclisse era già in atto poco prima del sorgere del Sole.

Eclisse del 31 Maggio 2003.

Totale:
L’ eclisse totale avviene quando il nostro satellite copre interamente il sole oscurandolo. Nelle zone limitrofe all’evento invece si avrà una meno spettacolare eclisse parziale.

Esempio di eclisse totale.

Anulare:
Nel percorrere la sua orbita la Luna non si trova sempre alla stessa distanza dalla Terra; infatti questa varia tra i 384.000 km e i 405.000 km e ne consegue che il suo diametro apparente, cioè la grandezza di come ci appare ad occhio nudo, varia a seconda della sua maggiore o minore lontananza da noi. Quando la distanza dal nostro satellite è minima e avviene un'eclisse, la sua durata sarà maggiore mentre se c'è una distanza massima la sua durata sarà minore. Inoltre quando la distanza è maggiore avviene che il disco lunare non riesce a coprire completamente quello solare e il vertice del cono d’ombra non raggiunge la Terra dando origine così ad un’eclisse di tipo anulare. In questo caso il disco lunare occulta la parte centrale di quello del Sole lasciando dunque visibile un anello tutto attorno.

L’eclisse del 3 Ottobre sarà proprio di tipo anulare e le aree interessate dall’evento saranno il Portogallo, la Spagna, l’Algeria, la Tunisia, La Libia, il Sudan, l’Etiopia, il Kenya e la Somalia. Di seguito é riportato un diagramma che mostra l'andamento del fenomeno dal principio fino alla sua conclusione (cliccare sull'immagine per ingrandire).

Clicca sull'immagine per ingrandire.


E in Italia cosa accadrà?
A casa nostra, come per i paesi interessati solo marginalmente dall’evento, saremo spettatori di una più comune ma sempre affascinante eclisse parziale. E' possibile scaricare un video con la simulazone di ciò che ci aspetta:

Simulazione video dell'eclisse.
Filmato in formato avi (32kb).

Questa volta, tempo permettendo, sarà ben più interessante di quella del 2003. Infatti il primo contatto avverrà in mattina inoltrata e non all’alba rendendo molto più comode le osservazioni.
Le effemeridi per Roma prevedono che il primo contatto, cioè quando la Luna inizierà ad eclissare il Sole, sarà alle 9:53 tempo locale. Il momento in cui il Sole verrà eclissato maggiormente avverrà intorno alle 11:15 mentre l’eclisse terminerà alle 12:43.

Buona osservazione a tutti!




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22 settembre 2005

19/09/05 - Dredg al Transilvania Live di Milano.

In molte delle loro canzoni i Dredg riescono a donare una certa sacralità all’ambiente in cui si disperdono. Una sorta di litania pentecostale che parte avvolta nella nebbia (milanese questa volta) e lentamente si dipana fino ad esplodere in un poderoso muro di suono come per diverse hit presentate in questa data. Un concentrato di energia, eleganza e bravura tecnica difficilmente reperibili tutte assieme su un unico palco.L’unica pecca che si può riscontrare è che il tutto è durato un po’ pochino; una scaletta decisamente esigua per i fan giunti da chissà da quale città per assistere all’unica data italiana del tour europeo dei Dredg. Ma sarebbe comunque da rifare 100 volte per quanta ne è valsa la pena. Gavin Hayes piegato sul suo strumento, imperlato di sudore con lo sguardo vivo e concentrato mentre produce distorsioni e arpeggi “lavora” sulle corde con le mani, una bacchetta, uno slide e una piccola tronchesi che di tanto in tanto usa per disfarsi dei fili che si spezzano. Regala a chi lo ascolta momenti di pura estasi e di caos apparente immerso in linee melodiche a volte misticheggianti, come nell’intro di the canyon behind her, altre invece epilettiche come in it only took a day oppure in bug eyes. Sul palco sembra più grande che a parlarci di persona; lo sforzo che compie, il suo ondeggiare e stringere forte i pugni sul microfono quando si rialza e ritorna a cantare dopo un intermezzo strumentale forse lo fanno apparire più dilatato… a volte addirittura immenso ma comunque sempre estremamente presente. Alla sua sinistra, alla chitarra, c’è Mark Engles che appare, concentrato e preciso nell’utilizzo della variegata strumentazione ai suoi piedi, il più tranquillo del gruppo. Più energico è il bassista Drew Roulette  che fa cose davvero fichissime; ad un certo punto durante Sang Real (se ricordo bene) tira fuori di tasca un Ipod e lo usa per metter su un effetto particolare. Cadenza gli stacchi di alcune song con urla, usa un distorsore vocale, tirato fuori la prima volta da Gavin per le grida in the tanbark is hot lava, in alcuni passaggi; oppure si perde dietro un pomello del basso…  Dino Campanella, alla batteria e tastiera, è il più scatenato dei 4. Autentico mostro di potenza, alza le bacchette in aria ed esplode nei suoni sensazionali che caratterizzano l’ultimo disco Catch Without Arms. Non esista comunque a rallentare il ritmo delle percussioni proiettando i presenti nei delicati e geniali passaggi delle canzoni tratte da El Cielo. Ed è proprio lui, assieme a Mark e Drew, a chiudere il concerto. Dopo la mitica Yatahaze, l’unica canzone tratta dal primo disco Leitmotif, Gavin infatti esce di scena definitivamente lasciando i tre soli sul palco. Come nel disco originale parte l‘intermezzo 90 hr sleep: Campanella suona la batteria ma ad un certo punto i ragazzi dello staff cominciano a smontargliela da sotto le mani finché non avendo più nulla a disposizione passa a suonare la tastiera. Mark invece si siede per terra continuando a pizzicare delicatamente le corde della chitarra mentre Drew, con le spalle rivolte al pubblico, si dedica ai suoi effetti con il basso. I Dredg, sempre persi nell’instancabile ricerca della sperimentazione musicale ma senza mai superare l’eccesso, si meriterebbero di buon diritto gli onori occorsi ad altri gruppi più famosi. Forse chissà, la loro musica è un po’ troppo particolare e solo i palati fini riescono ad appassionarsene anche se con l’ultimo lavoro si sono sicuramente resi più accessibili. Quando ormai quasi tutto è stato smontato ed il locale è semi-deserto riesco ad andare nel backstage (più che backstage eravamo accanto al furgone dove venivano caricati gli strumenti eheh) con un paio di amici e a scambiare qualche parola con Drew e Gavin. Quest’ultimo resta stupito dal viaggio che abbiamo fatto per andarli a sentire…   ma come ho detto ne è valsa decisamente la pena. Ad aprire il concerto sono stati i livornesi JustineDusk. Ragazzi simpatici giù dal palco e molto bravi sopra. Propongono una musica gradevole ed accattivante…   senz’altro da da riprovare se passano a Roma! Beati loro che come gruppo emergente hanno avuto la possibilità di dividere il palco con i Dredg!




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