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Planetes.

Ho già brevemente accennato ai debris, detti anche rifiuti spaziali, nella news precedente. Ne ho parlato tempo fa anche in un articoletto sul sito del mio gruppo astrofili http://www.astroclubostia.it/rifiuti_spaziali.htm ma questa volta più che sui debris mi piacerebbe parlare di una serie manga molto bella in parte ad essi legata. Si intitola Planetes ed è disegnata e sceneggiata da Makoto Yukimura.


Nel 2068 l'uomo ha colonizzato lo spazio, con basi permanenti sulla Luna e Marte, ed è pronto al grande balzo fino a Giove. Ma Planetes è molto di più di un manga di fantascienza. Racconta in modo realistico e plausibile un nuovo mondo che sembra la logica evoluzione del nostro attuale. Lo spazio è necessario all'uomo per risolvere i suoi problemi energetici (tramite l'estrazione dell'Elio3) e l'uomo affronta l'esplorazione e la colonizzazione dello spazio nel solo modo che sa fare e che ha sempre fatto, soddisfando la sua fame di ricchezza e di conoscenza. Unico vero protagonista di Planetes e quindi l'uomo, con le sue ambizioni, i sogni, le debolezze, i dubbi, le domande irrisolte, i suoi sentimenti contrastanti.


Yukimura affronta tutti i problemi che lo spazio può provocare, da quelli psicologici a quelli fisici. I suoi personaggi sono perfetti, magistralmente caratterizzati, profondamente "umani" e ognuno alla ricerca della propria via, del significato del loro vivere lo spazio. Planetes è un opera mai banale, spesso profonda, che si stacca nettamente dal resto delle produzioni manga attualmente tradotte in italiano.

Pubblicato il 13/8/2005 alle 14.45 nella rubrica Recensioni.

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